Vedo spesso, durante i corsi o sui social, persone che litigano con l’impastatrice. La fanno girare al massimo della velocità, surriscaldano la massa, strappano la maglia glutinica e poi mi chiedono: “Valentino, perché la mia pizza è gommosa?”.
La risposta è quasi sempre la stessa: troppa energia meccanica, poca chimica.
Oggi parliamo di Autolisi. È la tecnica che ha cambiato il mio modo di vedere la panificazione e che usiamo quotidianamente al Pizzificio per ottenere prodotti scioglievoli e leggeri.
Che cos’è (spiegato semplice)
L’autolisi non è una magia. È semplicemente mischiare farina e acqua (niente lievito, niente sale, niente olio) e… andare a farsi un caffè.
Lasciare riposare questo ammasso grezzo per un tempo che va dai 20 minuti allE 6 ore.
Perché farlo? Perché mentre tu ti riposi, nella ciotola lavorano gli enzimi (amilasi e proteasi).
Succedono due cose fondamentali:
- Il glutine si distende: Le proteine si idratano da sole, senza stress meccanico. L’impasto perde “nervo” (elasticità) e guadagna estensibilità.
- Partono gli zuccheri: L’amido inizia a scindersi gli zuccheri complessi in zuccheri semplici, che saranno il cibo pronto per il lievito quando lo aggiungerai dopo.
Perché il tuo impasto ringrazierà
Se usi il metodo diretto classico (tutto in macchina subito), devi impastare a lungo per formare il glutine. Questo comporta attrito e calore. E il calore è nemico della qualità finale.
Con l’autolisi:
- Dimezzi i tempi di impastamento: La struttura è già formata chimicamente. Bastano pochi giri di macchina per chiudere l’impasto.
- Assorbi più acqua: Una maglia glutinica formata “con calma” ha una capacità igroscopica superiore. Vuoi l’idratazione all’80%? L’autolisi è la tua migliore amica.
- Sapore e Colore: Grazie agli zuccheri liberati, avrai una reazione di Maillard (quella bella crosticina dorata) molto più marcata in cottura.
La Guida Pratica: Come si fa
Non serve un laboratorio per fare l’autolisi. Segui queste regole che insegno ai miei ragazzi:
- La Matematica dell’Acqua: Non mettere tutta l’acqua della ricetta. In autolisi si usa solitamente il 55-60% di acqua sul peso della farina.Esempio: Su 1kg di farina, metti 550g-600g di acqua. Mischia grossolanamente (non deve essere liscio, deve essere grumoso ma senza farina secca visibile).
- Il Tempo dipende dalla Forza (W):Qui casca l’asino. Non tutte le farine sono uguali (ne parleremo approfonditamente in un prossimo articolo sui valori W e P/L).
- Farina Debole/Media (biscotti, focacce veloci): 20-30 minuti di autolisi. Se vai oltre, l’impasto diventa colla.
- Farina Forte (Grandi Lievitati, Pizza Contemporanea): Da 1 a 24 ore.
- L’inserimento finale:Finito il riposo, aggiungi il lievito (o la Madre), il sale e la restante acqua a filo. Vedrai che l’impasto “beve” l’acqua con una facilità disarmante.
Un piccolo segreto del mestiere
Se fai un’autolisi lunga (oltre 6 ore), ricorda che anche il sale inibisce leggermente l’attività enzimatica e rafforza il glutine. In estate, quando fa caldo e temo che l’impasto lieviti troppo velocemente, a volte aggiungo una piccola quantità di sale già durante l’autolisi per controllare il processo. Ma questa è un’accademia avanzata.
Per ora, inizia così: la prossima volta che fai la pizza, mischia farina e acqua 1 ora prima di iniziare davvero.
Il risultato nel piatto ti spiegherà il resto meglio di mille parole.