C’è un momento preciso nella vita di ogni appassionato di arte bianca in cui il “metodo diretto” (far fermentare tutta la farina insieme) inizia a stare stretto. Vuoi di più. Vuoi quel profumo che senti quando entri nel mio Pizzificio, quella crosta che canta quando la spezzi, quella mollica che sembra una nuvola.
È qui che entrano in gioco i prefermenti.
Spesso però vedo confusione. Gente che fa la biga perché “fa figo” o il poolish perché l’ha visto su Instagram, senza capire cosa sta succedendo chimicamente nella ciotola. Oggi facciamo ordine. Perché nel mio laboratorio non esiste la magia, esiste la consapevolezza.
Il Tempo è un ingrediente
Prima di parlare di acqua e farina, mettiamo in chiaro una cosa: quando usi un prefermento, stai usando il Tempo come ingrediente principale. Il metodo indiretto (ovvero creare un pre-impasto da usare il giorno dopo) serve a due scopi fondamentali:
- Scomporre gli zuccheri complessi (più digeribilità).
- Sviluppare aromi che un impasto diretto di 8 ore non avrà mai.
Ma quale scegliere? Dipende da cosa vuoi ottenere.

Il Poolish: L’esplosione aromatica (e la croccantezza)
Il Poolish è il prefermento “liquido”. È stato il primo approccio indiretto codificato dai panificatori polacchi (da cui il nome) e poi adottato dai francesi per la baguette.
La Regola Aurea: È semplicissimo: rapporto 1:1.
- 1kg di Farina (Forte, W300-320)
- 1 Litro di Acqua
- Lievito (qui sta il trucco).
Come spiego sempre ai miei corsi, la quantità di lievito nel Poolish è inversamente proporzionale al tempo di fermentazione. Dal tuo Manuale Basi, ricorda questo schema:
- Fermentazione di 2-3 ore? Usi il 2.5% di lievito.
- Fermentazione di 12-15 ore? Scendi allo 0.1/0.2%.
Quando usarlo: Scegli il Poolish se cerchi un prodotto con grande estensibilità (si stende facile), una mollica alveolata ma regolare e una crosta sottile e super croccante. È la mia scelta quando voglio esaltare il profumo del grano.

La Biga: Struttura, Forza e Verticalità
Qui il gioco si fa duro. La Biga non perdona. È un prefermento “asciutto” che serve a dare la spinta verticale al prodotto.
La Tecnica: A differenza del Poolish, qui l’acqua è poca.
- Farina (Media Forza 280w)
- Acqua al 45%
- Lievito all’1%
L’ossessione della Temperatura: Attenzione. Mentre il Poolish è più tollerante, la Biga va gestita come un esplosivo. Deve maturare a 18°C costanti. Se la tieni a 25°C in cucina, parte una fermentazione lattica incontrollata che ti porterà acidità sgradevole e distruggerà la maglia glutinica. Risultato? Un pane piatto e acido.
Quando usarla: Vuoi il “cornicione a canotto” che sta su da solo? Vuoi grandi lievitati che esplodono in forno? La Biga ti dà quella forza (P/L) necessaria per sostenere grassi o grandi idratazioni successive. Regala un sapore più complesso, leggermente più dolce-acido rispetto al poolish.
Quindi, chi vince?
Non c’è un vincitore, c’è il progetto.
- Vuoi la pizza in teglia romana scrocchiarella? Vai di Poolish o impasti molto idratati.
- Vuoi un pane cafone o una pizza contemporanea con cornicione strutturato? La Biga (o una gestione sapiente del lievito madre) è la strada.
Il mio consiglio: Non complicarti la vita mischiando le carte subito. Inizia col Poolish. È più facile da gestire a casa, perdona qualche grado di errore e ti dà subito grandi soddisfazioni in termini di profumo.
Quando avrai imparato a “sentire” quando il prefermento è pronto (deve cedere al centro, non collassare totalmente), allora sarai pronto per la gestione termica della Biga.
Sporcatevi le mani e fatemi sapere come cambia il vostro impasto.